Bio-feedback rehab

La riabilitazione con biofeedback è molto utilizzata nell’ambiente clinico/fisioterapico in quanto facilita il ripristino di schemi motori corretti a seguito di traumi e infortuni. Clinicamente essa consiste nel presentare ad un paziente informazioni relative alle sue funzioni fisiologiche/motorie in tempo reale mediante l’ausilio di specifiche apparecchiature: l’obiettivo è quello di aumentare la consapevolezza della propria efficienza funzionale [1].

A volte queste informazioni sono definite feedback estrinseci, ovvero feedback che forniscono all'utente informazioni aggiuntive, al di sopra di quelle naturalmente disponibili: molto spesso i parametri mostrati sarebbero sconosciuti al soggetto, ma sono resi disponibili da qualche strumento di misura. In generale dunque, il biofeedback comporta la rilevazione di una variabile biomedica target il cui valore viene fornito all'utente utilizzando una delle due seguenti strategie:

  1. Feedback diretto sulla variabile misurata, come nel caso del numero dei passi, in cui un valore numerico viene visualizzato su un dispositivo indossabile, come uno smartwatch.
  2. Feedback trasformato, in cui le misurazioni vengono utilizzate per controllare un segnale uditivo adattivo, un’immagine o un metodo di feedback tattile.

Optogait e Gyko consentono l’utilizzo del biofeedback nella pratica riabilitativa.

Entrambi i sistemi dispongono infatti di un modulo specifico dedicato al BioFeedback che permette di mostrare al soggetto alcuni parametri spazio-temporali relativi al proprio movimento, in tempo reale su un secondo schermo (e.g. TV o tablet posto di fronte al soggetto). Tipicamente viene usata tale forma di allenamento o educazione applicata alla marcia sul posto oppure alla camminata o corsa su treadmill, secondo le abilità del paziente.

Tra le variabili tipicamente usate ci sono la durata delle fasi di loading response e di singolo supporto, la velocità e i tempi di contatto e di volo. I valori possono essere mostrati come assoluti oppure come differenza tra i due arti per aiutare il soggetto a percepire la presenza di asimmetrie. È poi possibile impostare una soglia “rossa” oltre la quale il soggetto deve impegnarsi di più per migliorare la sua performance motoria.

Il modulo biofeedback di Optogait fornisce infine anche un’interfaccia per bambini per facilitare la riabilitazione pediatrica: in questo caso non viene mostrato direttamente il valore della variabile, ma l’esercizio è trasformato in un gioco dove un draghetto riesce a raggiungere la meta solo attraverso un miglioramento della performance motoria del bambino (vedi Figura 1).

Figura 1 L'immagine rappresenta uno screenshot del modulo biofeedback di Optogait dedicato ai bambini. In basso a destra c'è il draghetto che, attraverso una buona performance motoria, deve raggiungere la casa in cima al colle.

In ambito di training di forza, l’utilizzo del software GykoRepower permette infine di monitorare l’intensità dell’esercizio con biofeedback visivo in tempo reale mediante una soglia di lavoro impostabile a scelta dell’utente.

BIBLIOGRAFIA

[9]          O. M. Giggins, U. M. Persson, and B. Caulfield, “Biofeedback in rehabilitation,” J. Neuroengineering Rehabil., vol. 10, p. 60, Jun. 2013, doi: 10.1186/1743-0003-10-60.